Domande Frequenti Sulla Chirurgia Robotica

A:  

Si, sono presente durante tutto lo svolgimento e in ogni fase dell’intervento. L’uso della parola “robotica” viene talvolta confusa dalla gente. La tecnologia robotica mi assiste, ma la macchina, che è solamente un aiuto avanzato, non potrebbe funzionare senza di me. Non lascio mai la sala operatoria e conduco personalmente ogni fase dell’operazione.

A:  

Se mi scegli come chirurgo, sarai assistito da tre medici in uno. Permettetemi di spiegarvi che cosa intendo dire con questo. Ho effettuato interventi tradizionali o cielo aperto, di chirurgia laparoscopica e chirurgia robotica. Metto in pratica tutti e 3 i metodi; ciascuno è la premessa del successivo. Un’altra differenza di enorme importanza è il mio staff. Il team con cui lavoro è con me da 7 anni. Conoscono personalmente i nostri pazienti e lavorano con loro in ogni fase del processo. Frequentano i pazienti prima, durante e dopo l’intervento. È raro trovare questo livello di coerenza e cura personale ed è eccezionale ottenere questo livello di competenza da uno staff chirurgico.

A:  

Per fortuna non è mai successo. Ma se così fosse, dispongo di esperienza teorica e pratica in chirurgia tradizionale, o a cielo aperto, e laparoscopica. Continuerei semplicemente l’operazione utilizzando le altre procedure di cui sono completamente a conoscenza. Per analogia, se i sistemi di atterraggio automatico di un pilota entrano in avaria, quest’ultimo farà atterrare l’aereo manualmente secondo l’addestramento ricevuto.

A:  

Sono uno specialista in chirurgia della prostata e della vescica. Ho eseguito oltre 7,000+ interventi chirurgici fino ad oggi. Nulla di ciò che vedo durante un intervento mi è insolito o sconosciuto. Ho assistito a tutto ciò che possa eventualmente verificarsi. Comprendo intimamente e completamente il terreno del mio campo di specializzazione in modo tale che non c’è spazio per alcuna congettura durante l’operazione.

A:  

I chirurghi a cielo aperto (tradizionali) sostengono che il senso del tatto è importante nel guidarli nelle varie fasi dell’intervento. Tuttavia la perdita di sangue è inerente alla chirurgia aperta. Non vi è alcun modo per aggirare il fatto che il sangue si accumula nel sito chirurgico di chirurgia a cielo aperto, il che complica molto la visibilità. Nella chirurgia a cielo aperto mi sembra di camminare alla cieca. Preferisco di gran lunga la chiarezza visiva e la conseguente precisione che permette la chirurgia robotica assistita.

A:  

La chirurgia non è un’opzione, dopo il trattamento radioattivo. Tuttavia è posibile il contrario. Se si sceglie un intervento chirurgico, e il medico determina dopo l’operazione che il cancro si è ripresentato, è possibile, a quel punto, scegliere la radioterapia. Le radiazioni indeboliscono l’organismo e riducono la sua risposta immunitaria. Questo è il motivo per cui l’intervento non viene eseguito dopo il trattamento radioattivo.

A:  

La chirurgia a cielo aperto è ritenuta efficace quando il tumore è stato rimosso. Questo può comportare che il paziente rimanga incontinente e/o impotente. Considero che un intevrento in chirurgia robotica abbia esito positivo quando il tumore è guarito, e il paziente ha piena continenza e potenza. Tutte e 3 le categorie devono essere soddisfatte affinché consideri l’intervento chirurgico un successo. Questo significa che la qualità della vita è al suo massimo.

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Dr. David Samadi: